Uno studio della Boston University coordinato da ricercatori italiani e pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, ha scoperto il freno “anti abbuffata”, 

Si tratta di un recettore molecolare che, se “premuto”, evita di mangiare in modo compulsivo. Si tratta di un recettore, chiamato TAAR1, presente sui neuroni della corteccia prefrontale il quale, se “premuto”, comanda di non lasciarsi andare a tavola. La scoperta offre una nuova potenziale via per fermare un disturbo patologico comune a molte malattie, dall’obesità all’anoressia e alla bulimia.

Dai test è emerso che questo recettore è poco attivo nel cervello degli animali “mangioni”. Il freno anti-abbuffata si riattiva e gli animali smettono immediatamente di abbuffarsi. In tal modo cessano di manifestarsi i comportamenti patologici precedentemente messi in atto, come ad esempio la ricerca spasmodica di cibo spazzatura e l’iperattività in presenza di stimoli associati al cibo.

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Quello dell’abbuffata compulsiva è un disturbo della condotta alimentare molto frequente sia negli obesi sia in chi soffre di anoressia e bulimia. Esso è caratterizzato dalla rapida ingestione di grosse quantità di cibo, fino a star male. Oltre al malessere fisico, il disturbo si associa anche a stress psicologico, sensi di colpa, disturbi dell’umore. Per di più i cibi protagonisti del cosiddetto binge eating sono spesso alimenti che fanno male: dolci, snack, cibo spazzatura. Finora tutti i tentativi di domare le abbuffate compulsive sono risultati vani.

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