Pianto e lacrime


Che indichi dolore, gioia o semplice necessità di sopravvivenza, il pianto nasce in una parte del mesencefalo, il centro pontino, dalla quale parte l’ordine di aumentare la produzione di lacrime. Contemporaneamente il sistema nervoso centrale innesca un’inspirazione e un’espirazione forzata e molto intense, che provocano i tipici lamenti a singhiozzo del pianto.

Ogni vita comincia con un pianto: è il segnale che siamo arrivati al mondo, siamo qui, e abbiamo bisogno di aiuto. Vulnerabili in tutto, non abbiamo altro sistema per attirare l’attenzione sulle nostre necessità.

Alcuni sostengono che l’uomo sia l’unico essere vivente che piange consapevolmente,mentre secondo altre teorie questo non è del tutto vero, perché anche altri vertebrati come scimpanzé, elefanti, orsi, cani, hanno un sistema lacrimale simile al nostro che serve a mantenere umida la superficie degli occhi.

Si potrebbe dire allora che soltanto l’uomo ha sviluppato un pianto di tipo emotivo, ma sappiamo che anche i cuccioli di molti animali, se separati dalle madri, producono dei versi caratteristici e inconfondibili che in alcuni casi assomigliano proprio al pianto dei bambini.

Ma scopriamo nelle prossime pagine altre curiosità e caratteristiche di questo fenomeno.

pianto

Piangere fa stare meglio

Spesso si sente dire che piangere è uno sfogo, che dopo aver versato lacrime a profusione ci si sente meglio, quasi più rilassati.

In effetti alcuni ricercatori olandesi hanno filmato 60 persone intente a guardare un film triste. Tra queste, 28 hanno pianto: subito dopo il film, questi “sentimentali” erano più tristi dei compagni di test; ma a 90 minuti dalla proiezione, si sentivano molto meglio di chi non aveva pianto.

Secondo una delle maggiori teorie sul tema, detta “del recupero”, il corpo ritroverebbe l’equilibrio più facilmente, dopo un pianto liberatorio.

Non tutte le lacrime sono uguali

Quelle emotive avrebbero una composizione chimica diversa da quelle meccaniche, che servono semplicemente a mantenere l’occhio idratato.

Le lacrime dovute ad emozioni – di gioia o tristezza – contengono infatti livelli più alti di proteine, manganese (essenziale per la coagulazione del sangue), potassio (regola la pressione) e ormoni come prolattina e corticotropina, che hanno un ruolo chiave nel sistema immunitario.

Una delle loro funzioni potrebbe proprio essere quella di eliminare sostanze chimiche che aumentano durante un evento traumatico, prevenendo il rischio di infarto e riportando l’armonia.

Piangi dopo il sesso? È normale

Succede a molti di sentirsi tristi dopo l’amplesso. Talvolta così tristi da piangere.

I ricercatori chiamano questo fenomeno“depressione post-coito” e lo hanno studiato e documentato fin dall’antichità. Galeno, il famoso medico greco, scriveva intorno al 150 d.C.:«Dopo l’orgasmo, tutti gli animali tranne i galli sono tristi».

In realtà questa sorta di malinconia, che colpisce sia uomini che donne, pare essere una risposta dell’organismo al flusso di ormoni rilasciati durante l’atto sessuale.

Le lacrime di coccodrillo non esistono

Per un semplice motivo: questi rettili non hanno dotti lacrimali.

La diceria sarebbe dovuta a una membrana trasparente che, quando è aperta, spunta dall’angolo dell’occhio come una lacrima. I caimani si fanno ogni tanto scappare qualche lacrima, ma non certo di dolore o rimorso: il loro è un modo per espellere attraverso gli occhi i sali in eccesso.

Curioso sapere che le farfalle di solito ne approfittano per integrare, succhiando queste lacrime, una dieta povera di sali minerali, poco presenti nel nettare.

Italiane maestre nel pianto

Quanto si piange nel mondo? Secondo una ricerca dell’Università olandese di Tilburg,svolta su 4.000 studenti di 30 nazionalità diverse, il paese dove si piange più spesso sono gli Stati Uniti, e subito dopo, a pari merito, Italia e Germania. Il paese in cui si piange di meno è invece la Cina.

Parlando poi di differenza tra sessi, le donne piangerebbero più spesso. Uno studio tedesco rivela che le donne versano lacrime tra le 30 e le 64 volte l’anno – con un’intensificazione del fenomeno prima e dopo il ciclo mestruale -, mentre i maschi lo farebbero tra le 6 e le 17 volte.


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