Le zecche sono molto diffuse, più di quanto si pensi. Il problema sorge quando il morso della zecca, passato inosservato, comincia a far sentire le conseguenze. La malattia che trasmettono può provocare meningoencefalite, paralisi permanenti e nel 2% dei casi anche la morte.

A seguito di sette ricoveri in questo mese nella provincia di Belluno per meningoencefalite, la Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit) ha lanciato l’allarme informando della pericolosità del morso della zecca e dei possibili rischi che si corrono in caso di tardivo ricorso a cure e terapie del caso.

Il dottor Ermenegildo Francavilla, Direttore Unità Operative di Malattie Infettive all’Ospedale di Belluno e membro Simit, spiega che non sono mai stati registrati decessi nella loro zona, tuttavia è importante non sottovalutare la malattia che trasmettono le zecche. Uno dei maggiori rischi è non accorgersi di essere stati morsi, perché la puntura dell’insetto risulta essere in un primo tempo asintomatica, per il liquido anestetico contenuto nella sua saliva.

In quali luoghi bisogna prestare attenzione?

Il pericolo può verificarsi durante una passeggiata nei boschi e nei campi, dato che le zecche trovano rifugio nell’erba alta. Gli esperti Simit consigliano di non camminare in mezzo all’erba alta con abiti corti che espongano gambe e braccia. Possibilmente utilizzare abiti di colore chiaro e dopo l’escursione controllare attentamente la cute per verificare di non essere stati morsi. Nel caso una zecca sia attaccata alla pelle, rimuoverla per mezzo di una pinzetta, non utilizzando prima alcool o altre sostanze.

Che tipo di malattia trasmettono le zecche?

Le zecche sono portatrici di un infezione virale a carico del sistema nervoso centrale, definita come meningoencefalite ed è asintomatica nel 70-90% dei casi. Nel caso invece in cui sia sintomatica, si può essere convinti inizialmente di avere un’influenza, ma dopo 10 giorni circa la malattia si manifesta in modo più grave.

L’invito da parte delle autorità sanitarie è quindi quello di evitare per quanto possibile le zone in cui sono state registrate maggiori concentrazioni di zecche, e di recarsi tempestivamente al pronto soccorso non appena faccia la sua comparsa sull’epidermide una qualunque anomalia.

 

 

 

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