Osteoporosi: fondamentale la prevenzione


Cos’è l’osteoporosi?

L’osteoporosi è quella condizioni per cui le ossa diventano deboli e si “sgretolano”, motivo per cui qualsiasi caduta o anche stress fisico di minore importanza – ad esempio piegarsi o tossire – può causare una frattura.

È una condizione che riguarda sia uomini sia donne, anche se le più colpite sono queste ultime, eparticolarmente quelle in menopausa.

Nelle prime fasi è asintomatica, ma quando le ossa iniziano ad indebolirsi appaiono i sintomi: tra i più comuni rientrano dolore di schiena causato da una vertebra rotta o collassata, perdita di altezza, una postura curva, e fratture inaspettate e non commisurate all’impatto subito.

Le fratture più comuni derivanti dall’osteoporosi colpiscono la spina dorsale, l’anca o il polso.

L’osteoporosi ed i meccanismo biologici

Le ossa sono costituite da tessuti viventi, perlopiù da collagene, una proteina che forma una struttura morbida, e da fosfato di calcio, un minerale che indurisce l’osso.

Le ossa, nel corso della vita, si rinnovano continuamente: l’organismo deposita nuovo tessuto osseo e rimuove quello vecchio.

  1. Durante l’infanzia la quantità di osso nuovo che si forma è maggiore rispetto a quella di osso vecchio che viene distrutto.
  2. Il tessuto osseo ha un picco di densità e forza intorno ai trent’anni.
  3. In seguito, l’organismo inizia a rimuovere più tessuto vecchio di quanto ne produca di nuovo!

Le principali cause dell’osteoporosi sono due:

  1. il paziente non ha abbastanza massa ossea forte prima dei trent’anni, quando inizia il processo di degrado;
  2. il processo di degrado dopo i trent’anni è troppo veloce.

     

    L’insorgenza dell’osteoporosi

    L’osso è un tessuto vivente che si sostituisce continuamente, e l’osteoporosi ha inizio quando la creazione della nuova massa ossea non riesce a mantenere il passo con la perdita di quella vecchia.

    Le probabilità di sviluppare osteoporosi dipendono in parte da quanta massa muscolare si è sviluppata nella gioventù: ad un maggior picco di massa muscolare corrisponde una maggiore riserva ossea ed una minor probabilità di sviluppare l’osteoporosi.

    I fattori di rischio genetici

    Una serie di fattori aumentano le probabilità di sviluppare l’osteoporosi:

    – il sesso: le donne ne soffrono molto più degli uomini

    – l’età: più si invecchia più aumenta il rischio

    – l’etnia: le donne bianche o di origine asiatica sono più a rischio

    – la storia familiare: avere un genitore o una sorella che ne soffre aumenta il rischio di essere colpiti

    – la struttura fisica: generalmente più piccoli si è maggiori sono le probabilità di essere colpiti perché si ha una massa ossea minore da cui poter “attingere”

    – I livelli ormonali: tra questi, l’abbassamento dei livelli di estrogeno dovuto alla menopausa e ad alcuni trattamenti contro il cancro, un eccesso di ormone tiroideo (naturale o preso come medicina), paratiroide o ghiandole surrenali.

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    I fattori di rischio legati allo stile di vita:

    – Una dieta caratterizzata da basso introito di calcio

    – Disordini alimentari

    – Interventi per la riduzione del peso, che hanno tra le conseguenza la ridotta capacità di assorbimento del calcio

    Vita sedentaria

    – Consumo eccessivo di alcol: l’alcol può interferire con la capacità del corpo di assorbire il calcio

    – Il fumo: non è chiaro perché ma è stabilito che il tabacco è una delle cause delle ossa deboli

    – L’uso prolungato di corticosteroidi come il prednisone e il cortisone interferisce con il processo di costruzione della massa ossea.

     

     

    Cosa fare per ridurre il rischio di osteoporosi:

    – Non fumare

    – Evitare di consumare troppo alcol

    – Prevenire le cadute (usare anche in casa calzature con una suola non scivolosa e assicurarsi che le superfici non siano scivolose, non muoversi al buio)

    – Assumere quantità adeguate di calcio: le donne tra i 18 e i 50 anni hanno bisogno di 1000 milligrammi al giorno; la quantità aumenta a 1,200 milligrammi quando superano i 50 anni. Buoni fonti di calcio sono: latticini, verdure a foglia verde scuro, salmone e sardine in scatola, prodotti con la soia

    – Assumere quantità adeguate di vitamina D, che serve per fissare il calcio nelle ossa. Per la maggior parte delle persone ciò avviene esponendosi al sole, ma chi vive in zone senza sole, o è costretto in casa o usa regolarmente la protezione solare rischia di non prenderne a sufficienza per cui è suggeribile che ricorrano ad appositi integratori.

    – Fare esercizio fisico regolare: negli Stati Uniti indicano il camminare, correre, saltare, e ballare come attività particolarmente efficaci per avere ossa sane. Il nuoto e la bicicletta ad esempio, pur essendo un ottimo esercizio cardiovascolare, non sono invece ottimali per aumentare la massa ossea.

 


Informazioni su Centro Medico Effe

Il poliambulatorio CENTRO MEDICO EFFE di Campodarsego (PADOVA), pone al centro della propria attività l’esigenza del paziente e il suo stato di salute, con l’attenzione e la competenza professionale necessarie a soddisfare ogni bisogno di diagnosi e cura. Il poliambulatorio raggiunge tale obiettivo avvalendosi di un’equipe di professionisti altamente specializzati e di strumentazione sia diagnostica che riabilitativa all’avanguardia. Il trattamento dati del paziente è completamente informatizzato, nel pieno rispetto della privacy, pilastro fondamentale in ambiente sanitario. L’ambito riabilitativo è seguito con estrema professionalità dal Dott. Favero Riccardo, Fisioterapista e D.O Osteopata di scuola Francese, con pluriennale esperienza in ambito sportivo di primo livello sia nazionale che internazionale.