Una vita passata a compiacere gli altri porta inevitabilmente ad essere insoddisfatti: cerca sempre la tua “direzione”, vivrai felice e bene con te stesso.

Dire di no permette di mettere in luce i propri bisogni e tutelare i propri valori personali, facendo capire all’altro che abbiamo esigenze da rispettare.Come è possibile che una parola mosillaba possa creare così tanti problemi nel pronunciarla?

Eppure, dire un no crea molti problemi, soprattutto perché mette in gioco una serie di emozioni negative, difficili da tollerare.

Rispondere con un sì a tutto, anche quando si pensa l’esatto contrario di quello che si sta affermando, cela chiaramente la necessità di voler essere compiacenti nei confronti dell’altro, perché si teme possa accadere qualcosa di catastrofico, difficile da gestire.
Quante volte ci è capitato che il capo sul lavoro, i genitori, gli amici o il partner ci chiedano qualcosa che non vorremo fare, che non fa parte di noi, ma che in qualche modo ci sentiamo costretti a fare, pur controvoglia. Sono proprio queste occasioni che a lungo andare non ci fanno sentire completamente noi stessi e possono creare dei fastidiosi disturbi, come il classico nodo alla gola.

Quando si vive con la paura di dire di no, di non essere come gli altri vorrebbero o di non soddisfare i loro bisogni, in realtà stiamo mettendo al primo posto le esigenze altrui, senza ascoltare noi stessi.

Si dice si perché, tendenzialmente, si ha paura di non piacere all’altro e di conseguenza l’altro potrebbe avere un pessimo giudizio della nostra persona, oppure per paura del conflitto e delle conseguenze che potrebbe portare in futuro, o, ancora, paura di poter perdere un’occasione importante e che non possa ripresentarsi mai più.

Poter dire un no, corrisponde, invece, a capire che gli altri possono riconoscerci per quello che siamo anche se non si è d’accordo con loro. Dire no, mette in luce i nostri bisogni, e fa capire all’altro che siamo persone diverse con proprie esigenze da considerare e rispettare.

Da un punto di vista neuroscientifico pare che i nostri cervelli abbiano una maggiore reazione al negativo che al positivo, tant’è che le informazioni negative producono una attivazione cerebrale più ampia e un’attività elettrica più rapida della corteccia, rispetto alla risposta positiva.

Sembra che i ricordi negativi siano più forti di quelli positivi, perché un ricordo di qualcosa di negativo ci dà memoria di quanto è stato e permette di evitare quella cosa in futuro, quindi ha una funzione adattiva e di apprendimento.


L’ansia, che nasce dalla paura di esprimere se stessi e di dire di “no”, è proprio il nodo alla gola. La sintomatologia ansiosa si può sintetizzare con il termine “angor” che significa “stringere” ed esprime il senso di costrizione che si prova quando ci vengono fatte delle richieste o dette delle cose, a cui noi vorremo rispondere con qualcosa di nuovo o diverso, ma non siamo ancora abbastanza convinti di farlo, sicuri di noi stessi o abbiamo paura delle conseguenze. La gola rappresenta il ponte fra il nostro mondo interno e quello esterno,  ma può diventare una strettoia che fa da “tappo” e impedisce di comunicare efficacemente il nostro modo di essere e di pensare. In questo senso il disturbo “mira” a farci prendere coscienza delle parole non dette, ci costringe a dirle.

Naturalmente , non tutti hanno problemi a dire no. Sembra che alcuni abbiano più difficoltà di altri, dipende dal carattere che si ha.

Le donne possono avere più difficoltà a dire di no rispetto agli uomini , in quanto spesso sono condizionate a mantenere i rapporti e a preoccuparsi troppo dei bisogni degli altri al punto da fugare i propri.

Tutte queste persone col tempo, e a proprie spese, imparano ad apprezzare l’importanza di dire no, perché apprendono che così facendo proteggono la propria individualità e i propri bisogni, altrimenti tendono a soddisfare solo gli interessi degli altri e non i propri.

Spesse volte, sentirsi dire un no lascia basiti, perché nell’immaginario collettivo questa parola assume connotazione negativa di rifiuto ogni qualvolta è usata. Ma le conseguenze del dire un no spesso sono sovrastimate da noi stessi, poiché non portano per forza alle conseguenze catastrofiche immaginate.

Consigli pratici

– Ascoltati di più

– Non avere paura di dire cosa pensi, anche se è qualcosa di inusuale

– Non temere di dire di “no” agli altri

– Non sforzarti di andar bene a tutti, devi piacere solo a te!

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