La felicità non dipende dagli altri, non è un premio, non arriva per gratificare un’esistenza di soli sforzi e sacrifici.

Vediamo innanzitutto cos’è la felicità:

“La felicità più grande consiste nell’accettare i nostri limiti e amarli.”

Le emozioni sono componenti fondamentali della nostra vita.

Parlare di felicità è sempre molto difficile, in quanto il concetto in se di felicità è talmente personale e soggettivo che è veramente complicato capire dove stia il confine…

Ci sono purtroppo momenti della vita nei quali provare lo stato di felicità non è semplice, vuoi per un lutto che ci colpisce da vicino, vuoi perchè abbiamo perso il lavoro, vuoi perchè la persona che amiamo ci ha lasciato, e con gli esempi potremmo continuare all’infinito.

La cosa importante è che puoi renderti conto che sono “solo” dei momenti, e credo sia giusto viverli e attraversare quel dolore fino in fondo, per poi lasciari andare, abbandonarli, e ritornare a quella felicità di fondo che ti appartiene e che deve dipendere solo ed esclusivamente da te stesso anziché essere affidata a fattori esterni.

Sono le emozioni che ci fanno gustare la vita ed è proprio dalle emozioni, piccole o grandi che siano, che l’individuo spera di ricavare nuovi stimoli che muovano le sue giornate. Del resto come si potrebbe dire di vivere appieno se non si sperimentassero mai la gioia, il tremito dello smarrimento o della paura, l’impeto della passione, l’abbandono alla nostalgia, il peso e la disperazione provocate dalla sofferenza?
Tuttavia, seppur ogni singola emozione sia importante e permetta a chi la sperimenta di sentirsi vivo, l’uomo è soprattutto alla ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che lo facciano star bene e lo appaghino, in una parola è alla ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità .

Vivere in attesa allontana la felicità

Esiste una ragione biologica all’origine di questa tendenza. I nostri pensieri attivano una serie di percorsi neuronali la cui veridicità (presunta) cresce in misura proporzionale alla frequenza e intensità con cui li coltiviamo, persino nel caso in cui questi pensieri si rivelino errati, controproducenti o distruttivi. Questo significa che siamo portati a vivere come corretti solo i concetti compatibili con i nostri schemi mentali; concetti già noti, per altro, senza alcuna originalità. Come dire: la familiarità di un’affermazione risulta più convincente della sua veridicità. Ecco perché chi vive in perenne attesa di ciò che gli manca continuerà a considerare quell’unica cosa la chiave della sua felicità. Così facendo si ostacola l’accesso all’unica verità che meriti di essere coltivata: siamo noi gli artefici del nostro destino. Se il nostro cammino è salutare, se siamo in armonia con la nostra natura e le sue inclinazioni, non esiste felicità che possa esserci preclusa.

Ideali, attaccamenti e aspettative spengono la felicità

Tra le convinzioni che ostacolano il raggiungimento della felicità troviamo una serie di ideali legati al futuro e al passato, da cui originano, rispettivamente, aspettative e attaccamenti. Chi vive nel rimpianto di un tempo ormai concluso, così come chi attende con ansia l’avvicendarsi di persone, esperienze e occasioni nel prossimo futuro si troverà a rincorrere immancabilmente chimere fuori dal tempo presente. Eppure, la vera felicitànon conosce altro tempo. Solo vivere “qui e ora” ci offre di continuo l’occasione di cambiare, a partire dai gesti e dalle scelte di ogni giorno. È impossibile negare che se indugiare nel ricordo si rivela improduttivo, anelare di continuo al domani impedisce di godere i frutti presenti e quindi la felicità possibile.

Felicità: fai così e la trovi subito

Concentrarsi sul presente per rendere speciale ogni singolo giorno è il primo passo per vedere con occhi nuovi fortune e opportunità che spesso diamo per scontate, il cui valore, in molti casi, ci appare chiaro solo se, per qualche ragione, ne veniamo privati. Ecco come fare.

– Impara a dire grazie invece che peccato, valorizzando gli aspetti positivi di ogni singola esperienza, incontro ed occasione.
– Coltiva la gratitudine a partire dalle piccole cose quotidiane: un giorno di sole, la vista di un tramonto, una coincidenza favorevole e del tutto inaspettata.
– Apri la mente a nuovi pensieri e punti di vista insoliti, soprattutto a quelli che sono in controtendenza rispetto a certezze e modalità consolidate.

In questo modo, i circuiti neuronali che inducono a interpretare eventi e situazioni in maniera monocorde (e persino disfattista) eviteranno di fungere da filtro a immagini e intuizioni che nascono dall’anima. Mettere a tacere la mente razionale per ridare voce alle pulsioni più autentiche, poco alla volta, consentirà di riscoprire interessi e desideri non omologati, figli soltanto della propria natura. Seguili qualunque essi siano, ovunque ti conducano… non esiste altra strada raggiungere la felicità.

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