Dall’1 al 7 ottobre si svolge la settimana dell’allattamento materno, per sensibilizzare sul valore del latte della mamma. L’obiettivo è sensibilizzare sull’importanza di quello che dovrebbe essere un gesto naturale e istintivo e che invece troppo spesso è difficoltoso e complicato da interferenze di varia natura. Il tema della settimana 2016 è il ruolo chiave dell’allattamento per il raggiungimento degli obiettivi di Sviluppo sostenibile approvati dall’Onu.

In occasione della Settimana mondiale dell’allattamento al seno, l’Oms sottolinea l’importanza dell’allattamento materno esclusivo nei primi sei mesi di vita per ridurre il rischio legato a diarrea infantile e infezioni respiratorie. In particolare, scarica le linee guida Oms per l’alimentazione complementare del bambino allattato al seno. Per un’appropriata alimentazione complementare del bambino di 6-24 mesi allattato al seno, consulta anche le linee guida e i documenti pubblicati da Linkages Project, un programma sull’allattamento al seno e la salute dei neonati finanziato dall’Agenzia americana per lo sviluppo internazionale (Usaid).

Per quanto riguarda l’Italia, l’associazione Leche League raccoglie le faq sull’allattamento, oltre a una serie di articoli per genitori, consulenti e operatori del settore.

L’associazione Ibfan Italia, composta dai sostenitori italiani dell’International Baby Food Action Network, si propone di migliorare le pratiche alimentari di neonati e bambini, favorendo l’eliminazione delle pratiche scorrette di commercializzazione di tutti gli alimenti sostitutivi del latte materno e degli accessori per la loro somministrazione.

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Perchè allattare:

Benefici dell’allattamento al seno: vantaggi superiori agli svantaggi

I benefici dell’allattamento al seno sono tantissimi e diversi, dalla prevenzione delle malattie al corretto sviluppo e al benessere emotivo del bimbo. E oggi se ne aggiunge uno in più, confermato da un recente studio internazionale: protegge la salute, anche futura, del cuore.

Un aiuto per il cuore

Bastano infatti tre mesi di allattamento al seno in via esclusiva per ottenere benefici per tutta la vita per quanto riguarda il cuore e la circolazione.  In questo modo il latte materno diventa veramente un grande fattore di prevenzione delle malattie cardiocircolatorie e cardiovascolari in età adulta. La connessione tra latte materno e buona salute è, dunque, sempre più stretta e continuamente comprovata da ricerche e indagini medico-scientifiche.

Allattamento più “potente” delle statine

I benefici dell’allattamento al seno, addirittura, supererebbero gli effetti positivi delle statine, farmaci usati da tempo per le persone con problemi cardiocircolatori, nella prevenzione delle malattie cardiache in età adulta. Nella fattispecie, la composizione unica del latte materno svolgerebbe una vera e propria azione antinfiammatoria preventiva anche su diabete e malattie di tipo metabolico.

Riduce le infiammazioni nell’organismo

Tali conclusioni derivano da uno studio della Washington University, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences. Questa ricerca ha evidenziato come l’allattamento materno riesca a ridurre i livelli di proteina C reattiva nel sangue. Quest’ultima è strettamente correlata a problemi cardiovascolari e a ostruzione delle arterie. Proprio la proteina C reattiva, infatti, è considerata il biomarcatore per eccellenza, cioè il segnale più importante, delle malattie cardiache. A oggi, le statine sono sempre state considerate il mezzo migliore per abbassare la produzione della proteina C reattiva e prevenire danni a cuore e arterie. Riuscire a farlo fin dalla nascita con il latte materno potrebbe essere la migliore arma di prevenzione.

È un mezzo di prevenzione globale

Dopo questo studio, vi sono ulteriori ottime ragioni per allattare a lungo e in modo esclusivo al seno. Ovvero, l’allattamento materno sta assumendo sempre più il ruolo della prevenzione globale ottimale, oltre che della migliore nutrizione per il bebé. Senza contare che apporta benefici anche alla mamma.

In via esclusiva per i primi sei mesi

L’allattamento al seno, dunque, è così importante che l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, lo consiglia in via esclusiva fino ai 6 mesi di età, per i bambini di tutto il mondo, in quanto ha una composizione ottimale per l’organismo del bebè. E anche quando si inizia lo svezzamento, se possibile, sarebbe bene non abbandonarlo del tutto ma continuare almeno fino all’anno di età. Sembra infatti che aiuti in questo modo a tollerare meglio i nuovi alimenti e a evitare le allergie. Per tutti questi motivi viene consigliato sin dai corsi preparto ed è incentivato da divulgazione e formazione gratuita nei reparti di ostetricia e puerperio.

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Tra i tanti vantaggi dell’allattamento esclusivo al seno, vi è anche uno svezzamento più facile e con meno problemi

Migliora la flora intestinale

A confermare, tra i vantaggi dell’allettamento esclusivo al seno, anche uno svezzamento più facile è una ricerca pubblicata su “Frontiers in Cellular and Infection Microbiology”. La chiave di tutto parrebbe risultare la migliore flora batterica intestinale dei bambini alimentati esclusivamente al seno nei primi sei mesi di vita. Il latte materno, infatti, “dona” una serie di vantaggi per la salute del bambino, sia presente sia negli anni a venire. Tra questi, figura anche una migliore flora batterica del lume intestinale. Quest’ultima è fondamentale nel passaggio da latte ad alimenti solidi, ovvero durante lo svezzamento.

Più facile digerire

Questo studio ha, appunto, dimostrato che i batteri benefici e necessari per digerire i nuovi alimenti erano presenti in misura nettamente maggiore nell’intestino dei bambini allattati al seno. Nello specifico: attraverso un’analisi delle feci, è stato dimostrato che chi era stato nutrito solo con latte materno nei primi sei mesi di vita, vantava ben 239 specie batteriche utili a digerire i cibi solidi. Invece, per chi era stato allattato artificialmente, questo valore scendeva vertiginosamente a 20.

Con in più tanti bifidobatteri

Un ulteriore dono del latte materno all’intestino (e al sistema immunitario) dei bambini, pare essere anche il numero elevato di bifidobatteri. Questi ultimi sono microrganismi in grado di migliorare la digestione nonché di rendere, attraverso un intestino più sano e forte, il bambino maggiormente resistente all’attacco di virus e batteri.

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